Mezzi

Sebbene il nostro obiettivo sia l’autosussistenza e l indipendenza dalla moneta, sarebbe irrealistico e utopistico pensare di poter realizzare il nostro progetto senza neanche un euro. Non si tratta di una contraddizione dei nostri intenti, ma di spirito pratico: se non si dispone di alcun introito monetario, non si puó pensare di creare un progetto solido. Infatti l’esperienza insegna che la stragrande maggioranza dei problemi che affliggono ecovillaggi ed comunità di auto-sussistenza, che spesso ne decretano la fine,  sono problemi che  possono essere facilmente risolti da una certa disponibilità di denaro. Un modesto ma costante introito monetario costituisce una specie di “assicurazione per il futuro” alla quale non si puó rinunciare se si vuole costruire una realtà solida e duratura.

In secondo luogo vi è il problema delle tasse, ossia di dare a Cesare quel che è di Cesare. Sinceramente non crediamo che pagare le tasse sia compatibile con la nostra visione della vita, perché le tasse vengono usate, nella migliore delle ipotesi, per sostenere la crescita economica. In realtá le tasse vengono spesso e volentieri devolute direttamente in attivitá di morte e distruzione (chi è che paga gli eserciti? Chi sovvenziona la pesca industriale?). Tuttavia pagare le tasse è un male necessario per evitare problemi con le autoritá, che potrebbero compromettere l’esito del progetto.

Infine vi è la questione di beni necessari la cui autoproduzione è o non pratica, o altamente difficile, o completamente impossibile. È questo il caso, per esempio, di sale, zucchero, metalli, utensili e strumenti vari. Lo scambio di beni auto-prodotti e tutto ciò che rientra in una economia non-monetaria possono fornire grandi risorse. In ogni caso è ragionevole aspettarsi che non tutti questi beni saranno sempre ottenibili per scambio. E´ quindi bene essere pronti a confrontarsi con l’economia monetaria, quando ogni altra via è preclusa.

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Permacoltura e agricoltura naturale

La produzione di cibo é l’attivitá di sussistenza primaria. Una attivitá agricola avrá delle eccedenze, o in ogni caso, é molto facile produrre un pó piú di quanto si ha bisogno, una volta che l’attivitá é iniziata. Questa eccedenza puó essere scambiata con altri beni che non vengono prodotti. Alternativamente, i prodotti agricoli organici possono essere scambiati in cambio di moneta. Poiché le attivitá agricole sono attivitá che dovranno comunque sussistere, il baratto o la vendita di prodotti agricoli costituiscono la attivitá economica piú semplice a cui si possa pensare.

Per quanto riguardo le tecniche da usare, non si dovrá necessariamente guardare ad un tradizione molto antica. Infatti negli ultimi 20 anni sono state sviluppate modernissime tecniche agricole, che possono portare a risultati inimmaginabili, senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. La Permacoltura, da “agricoltura permanente”, propone un rivoluzionario approccio alla terra. Usando le parole del suo fondatore, Bill Mollison :

“ La permacolura utilizza le inerenti proprietá delle piante e degli animali in modo coniunto con le caratteristiche dell’ambiente e delle strutture al fine di produrre un systema che supporta la vita […], utilizzando l’area piú piccola possibile”1

In pratica la permacoltura é un modo per fare agricoltura lavorando “con” la natura, piuttosto che contro di essa. Pomodori e patate, per esempio, potevano crescere anche prima che la specie umana esistesse e potrebbero continuare ad esistere anche senza la specie umana. Un bosco cresce e nutre is suoi abitanti, senza che l’uomo intervenga. L’osservazione su cui si basa la permacoltura é che la Natura ha giá sviluppato una soluzione per ogni problema che un contadino potrebbe incontrare. Ogni soluzione artificiale che é venuta piú tardi dalla sconfinata intelligenza dell’uomo non arriva neanche vicino a ció che la Natura ha fatto. Soprattutto perché la Natura ha avuto molto piú tempo di pernsarci su. Nonostante alcune soluzioni agricole proposte dall’uomo sembrino superare i limiti produttivi della Natura (i.e. Fertilizzanti chimici), i vantaggi sono solo apparenti e non praticabili su un lungo arco di tempo. Perché le tecniche di agricoltura industriale non sono sostenibili.

Per questa ragione, non meraviglia che la Natura offra il piú economico e il piú sostenibile modello di agricoltura. La Natura é the ultimate recycle. L’output di un processo é sempre l’input di un nuovo processo. In Natura non esiste il concetto di “rifiuto” o di “scarto”. Tutto é una risorsa. La permacoltura é un modo di fare agricoltura imitando la Natura. La Permacoltura é una tecnica chiave nel tracciare una linea retta fra l’uomo e la risorsa alimentare senza l’innecessaria intermediazione del denaro.

La permacoltura puó essere anche un’attivitá che puo generare un modestissimo reddito (sia monetario che non). Dal momento che buona parte dei consumatori sta diventando sempre piu consapevole delle realtá dell’agricoltura industriale intensiva, vi è una crescente domanda di mercato di prodotti biologici.

È possibile vendere o scambiare prodotti agricoli organici senza la costosissima certificazione bio, che non é altro che una penosa tassa per fare ció che i contadini hanno fatto per anni: fare agricoltura senza pesticidi e fertilizzanti chimici. In alternativa, é possibile adottare la certificazione genuino clandestino. Tale marchio é un marchio che é certificato dal basso, e si basa sulla fiducia che si instaura fra agricoltori e consumatori locali e fra agricoltori stessi, i quali sono i soli garanti di questo marchio.

Prodotti agricoli possono essere venduti e scambiati con le comunitá umane che vivono strettamente nelle vicinanze oppure tramite reti di mercato che connettono direttamente i consumatori ai produttori. Un esempio di queste reti attivo sul territorio italiano sono i GAS.

1 From Introduction to Permaculture , by Bill Mollison. 

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Attivitá di turismo verde

Il richiamo della natura ha sempre una certa presa su persone che vivono nelle cittá. Dal momento che la vita di cittá diventa sempre piu stressante e inquinate, e la consapevolezza di ció è sempre più diffusa, non c’è da meravigliarsi che vi è una crescente domanda di “vacanze verdi”. Queste ultime includono un’ampia gamma di attività ricreative. Tra cui:

  • eco-turismo : viaggio responsabile in aree naturali che conservano l’ambiente,
  • turismo sostenibile : ogni forma di turismo che non riduce la disponibilità di risorse,
  • Turismo naturale: ogni attivitá o esperienza di viaggio che si focalizza sulla natura.

Con uno spirito intraprendente e una avveduta gestione, una piccola comunitá eco-vega puó investire in strutture che possono offrire questi servizi per un numero sempre piu crescente di turisti. Si pensi inoltre che, non solo il numero di questi turisti è in crescita, ma che si tratta prevalentemente di turisti prevalentemente ricchi, e che quindi tale attivitá non è sensibile ad una crisi economica come ad esempio un lido di spiaggia in una localitá balneare meta di turismo di massa.

A seconda del capitale disponibile, si possono contemplare diverse attivitá nel settore turistico: da un semplice campeggio, fino ad un agriturismo che puó offrire un paio di dozzine di posti letto. Il portale EcoWorldHotel costituisce un punto di incontro per tutte le strutture di turismo verde. Inoltre questo portale offre un’altra modalitá per entrare nel mercato del turismo verde: EcoWorldHotel offre anche una interfaccia per hotel verdi, B&B e agriturismi per comprare prodotti biologici (non solo alimentari) per il loro clienti, in tal modo offrendo un canale molto pratico per la vendita di beni autoprodotti.

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Rifugi e santuari per animali (da compagnia e da reddito)

Gli europei di calcio del 2012 hanno mostrato al mondo massacri di cani su grande scala. Cani la cui unica colpa era quella di non appartenere alla specie umani e occupare uno spazio dove una attivitá di grande interesse economico stava avendo luogo. Sfortunatamente, questo non è un evento sporadico in europa orientale, dove la pratica di uccidere i cani randagi è l’unico metodo implementabile per la risoluzione del cosidetto “randagismo”, ossia la presenza in aree urbane di animali di compagnia senza padroni umani.

Lo stato italiano spende ogni anno 500 million euros  solamente per la cura dei cani randagi. Buona parte di questa spesa va a finire a canili privati che spesse volte non hanno alcuna premura e nessun rispetto per queste creature non-umane, essendo il profitto economico il loro unico interesse. Tristemente, i corrotti gestori di questi canili privati sono spesso gli unici a presentarsi a gare di appalto per la cura di cani randagi. Una comunitá di individui basata sul rispetto di animali non umani puó facilmente avere piú credenziali rispetto a questa gente senza scrupoli. Si tratta solo di mettere le carte in regola. Stesso discorso vale per altri animali randagi, specialmente quelli non comuni, come iguane, ratti e simili, i quali subiscono spesso una sorte peggiore. Il progetto Ippoasi, che da metá dell 2012 è diventata una ONLUS, dimostra che è anche possibile estende questo programma ad animali da reddito. Prendersi cura di un numero limitato di animali da compagnia randagi o di animali di reddito sfuggiti all inferno puó costituire un modesto introito alla nostra comunitá eco-vegana, oltre alla gioia di poter restituire la liberta e il rispetto che ogni creature vivente merita. Una cooperativa che si autofinanzia con una attivitá di questo tipo per quanto riguarda i cani randagi è “vita da cani”.

     Il guadagno proveniente da questo tipo di attivitá economica puó essere aumentato tramite l’impiego di disabili. Trovare una collocazione lavorativa ai “diversamente abili” è un processo nel quale vengono investite molte risorse. Portare del fieno ad un cavallo e ripulire il terreno dagli escrementi è una attivitá che puó essere svolta benissimo da un sordomuto o da un individuo affetto da una sidrome di down. Stesso dicasi per ex-tossico dipendenti.

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 Attivitá didattiche

L’educazione che é data in molti Paesi occidentali, e in nazione che hanno adottato e/o imitato il modello occidentale, è basato sulla Scienza moderna. In principio, lo sviluppo del metodo scientifico era visto come uno strumento per  migliorare della relazione fra l’Uomo e la Natura (Newton guardava il metodo scientifico come appropriazione dell’alfabeto con cui è stato scritto il libro della natura). Grazie alla cosidettá rivoluzione scientifica del 16esimo e 17esimo secolo, la Natura non era piu vista come una sorgente di ansie e paure, ma come un meraviglioso oggetto di studio. Per i piu grandi scienziati degli ultimi 4-5 secoli, la Scienza è sempre stata vista come un metodo molto efficace per conoscere la  Natura. Oggigiorno, e specialmente nelle scuole e nelle universitá, la Scienza ha perso questo suo spirito originale ed è coltivata per motivi di gran lunga piu prosaici: da un sociale, la scienza è un efficace strumento per aumentare i profitti e il benessere di una collettivitá umana, e dal punto di vista individuale, una educazione che si basa sulla Scienza è vista come un modo per aumentare le possibilitá di trovare un lavoro bene pagato ( si badi: anche una educazione umanistica si basa su principi scientifici!). In ogni caso la Scienza è qualche cosa che aiuta a diventare piú ricchi. Ció che le scuole fanno oggigiorno è preparare i bambini ad arricchire la societá in cui vivono: si tratta in pratica di formare i produttori e i consumatori provetti. Sebbene gli alunni delle scuole di oggi sono infarciti di elementi di chimica, fisica, astronomia e biologia (educazione che era difficilmente disponibili ad alunni di un paio di generazioni fa), a loro non viene data la minima possibilitá di afferrare, o solo avere contatto con, l’ Entitá che è all’origine di tutte queste discipline: la Natura, e la meraviglia che si prova di fronte alla Natura.

Un contatto genuino con la Natura non è considerato necessario dal moderno sistema educativo. Communicare a bambini, alunnii e a chiunque abbia deciso di intraprendere un percorso formativo, la meraviglia di fronte alla Natura non è visto come qualcosa di utilitá pratica, ossia come qualcosa che possa in qualche modo contribuire alla crescita economica. Chi esce da una scuola moderna deve conoscere la composizione dei metalli alcani, devono ricordarsi la figura della cellula umana che è sul libro di biologia, devono sapere a memoria le opere di scrittori che non leggeranno mai, e gli insegnanti devono anche essere veloci nel programma, altrimenti vi è il rischio che gli alunni escano dalla scuola senza l’indottrinazione politica che viene con la storia del 20esimo secolo. Se un alunno vuole apprendere qualcosa sulla Natura, puó benissimo guardarsi i documentari sulla natura su discovery channel e simili (spesso canali a pagamento). Non infrequentemente, anche uno studente che finisce il suo percorso formativo con un PhD in biologia, non ha idea di come il latte viene prodotto, di quanto grande sia un maiale e quanto la vita negli oceani sia minacciata.

La nostra piccola comunitá eco-vegan puó offrire utili integrazioni al corrent sistema educativo, specialmente se questa attivitá è assistita da persono che una profonda cultura naturalista e/o scientifica. Un preside di scuola o un assessore alla cultura illuminato potrebbe essere pronto ad incentivare attivitá didattiche svolte in questa direzione, se viene pubblicizzata bene  l’importanza di una cultura orientata alla natura.

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 Risorante vegano e corsi di cucina vegani

Molte persone hanno una immagine molto stereotipata della cucina vegana, oppure non ne hanno mai sentito parlare.  Ció accade anche perché l’offerta di cibi vegani al pubblico è molto ristretta. Tuttavia, il numero di ristoranti vegani sta costantemente crescendo, dal momento che piú e piú persone stanno comprendendo che uno stile di vita vegano è molto piú pratico, salutare ed economico di come molti anti-vegani sostengono. Inoltre, ci sono molti non-vegani che sono sempre pronti a provare nuovi cibi, specialmente se si tratta di alimenti con un basso contenuti di grassi. La nostra comunitá eco-vegan potrebbe provare a condividire i pasi con passanti in cambio di moneta, o, pensando piú in grande, potrebbe aprire un piccolo ristorante vegano. Una attivitá di ristorante puó essere molto pratica se svolta in combinazione con altre attivitá turistiche.

Poiché crediamo che la cucina vegana non sia un segreto da tenere nascosto per massimizzare i profitti, la preparazione di piatti vegan puó anche essere insegnata. Mentre non è immaginale che  dopo aver mangiato una buona pizza in una pizzeria, il pizzaiolo sia pronto a “vendere” la sua conoscenza professionale, la nostra comunitá eco-vegana sarebbe piú che felice nel fornire corsi di cucina vegana, in cambio di un magro compenso economico. Corsi di cucina vegana possono anche essere offerti come parte dell’attivitá didattica.

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Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

Qualsiasi attivitá economica si decida di svolgere, vi sará sempre bisogno di energia elettrica. Ottenere l’energia elettrica dalla rete puó essere piú costoso in un ambiente rurale che in un ambiente urbano. D’altra parte, in un contesto rurale la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (e.g. sole, vento, ecc.) è molto piú pratico che in una cittá. L’energia in eccesso puó essere venduta alla rete con delle tariffe feed-in molto convenienti, garantite dal politiche governative volte a supportare l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.