Liberazione dal bisogno dei soldi

Nell’attuale civiltà dei consumi, l’individuo è incapace di soddisfare ai propri bisogni necessari ed è costretto a fare affidamento su altri. La nostra civiltà ci ha stato insegnato a disconnetterci dal sistema della Vita. Se si hanno soldi, è possibile avere ogni cosa senza curarsi di null’altro. Non è più necessario comprendere l’ambiente che ci circonda e di stabilire con esso una relazione equilibrata. Importa solo avere soldi, e quindi poter produrre e consumare. Non ci è una distinzione fra beni necessari e beni superflui, ma solo un mezzo necessario, che é il denaro. Il denaro è l’unica misura di tutte le cose ed è lo strumento tramite cui l’individuo si libera dalla necessità di comprendere l’Ordine dell’Universo e di trovare il proprio posto in esso. Non crediamo sia possibile condurre un esistenza libera e giusta contando esclusivamente sul denaro per la soddisfazione dei bisogni vitali. L’adempimento dei bisogni vitali è soggetto alle regole della Natura. Esso non può e non deve essere soggetto  alle regole del mercato e dalla finanza. È dovere dell’essere umano, come lo è di qualsiasi altro animale della nostra specie, e come lo è stato della nostra specie per decine di migliaia di anni, comprendere l’ambiente circostante per sopravvivere. Non vi è nulla che ci puó esentare da ciò. Vivere senza questa comprensione è fonte di male innanzitutto per noi, e poi per gli altri esseri che vivono e vivranno su questo pianeta. Per tale ragione è necessario liberarsi dalla necessità del denaro e riuscire a soddisfare i propri bisogni vitali senza di esso.

Un esistenza libera non conosce altri obblighi al di fuori di quelli dettati dalla Natura.

L’unico dovere che un individuo libero conosce è il soddisfacimento dei bisogni vitali. Quando l’unica possibilità di soddisfare questi bisogni consiste nello svolgere altri compiti, che nulla hanno a che fare con i bisogni vitali, per conto di altri individui, che non sono nostri amici, allora si vive una esistenza non libera, perché un attività non necessaria diventa necessaria e si contrae una dipendenza da altri individui che non sono interessati al nostro benessere. Si è come animali nei circhi i quali, per mangiare quanto basta per vivere qualche anno in piú e per avere qualche legnata in meno, sono costretti ad esibirsi in attività non naturali per conto di individui a cui la loro sorte è indifferente. Dipendere dagli altri per il soddisfacimento dei bisogni vitali significa vivere in cattività. Quando si stabilisce un rapporto con un altro essere vivente con il fine di soddisfare i bisogni vitali, si instaura un rapporto che non puó mai essere libero, sincero e giusto, come merita di esserlo ogni rapporto con qualsiasi altro essere vivente. Viceversa, un rapporto puó essere libero, sincero e giusto, se non è finalizzato all’ottenimento dei bisogni necessari, essendo questi giá stati risolti in modo autonomo.

Il denaro non è un male in sé.  Il denaro è uno strumento, purché non sia una condizione necessaria per la sopravvivenza. Quando  la sopravvivenza non é possibile senza denaro, il denaro non é piu uno strumento, ma una necessitá vitale.  In tal caso il denaro diviene una progione.

Nell’immaginario comune i soldi danno sicurezza, perché rendono immuni dalla scarsezza e dalla penuria. Basta avere denaro per proteggersi da tutti i mali e per essere sicuri della propria esistenza e semmai anche liberi. In realtà, il denaro non dona nessuno di tutti questi beni,  e ogni vantaggio che esso conferisce è sempre un vantaggio “indiretto”:   vi è il denaro, e solo tramite esso, si puó ottenere il bene che si desidera o necessita. Proprio per la sua intrinseca natura di bene indiretto, il denaro non puó dare sicurezza.  Il legame fra il denaro e i beni che procura e il legame fra il denaro  e l’individuo che lo possiede non sono legami che dipendono da noi. Infatti , non solo non abbiamo controllo sul  valore dei soldi che possediamo,  ma non abbiamo neanche sulla quantitá di soldi di cui entriamo  in possesso. Bisogna demolire lo stereotipo secondo cui soldi sono una misura del lavoro. Lavorare tanto e bene non garantisce di  avere molti soldi. Addirittura l’esperienza mostra l’esatto contrario:  chi lavora più  duramente e piú onestamente non é mai miliardario.

In qualitá di bene indiretto, il denaro permette al suo utilizzatore di esimersi dal dovere di rapportarsi autonomamente al mondo circostante, individui inclusi, per sopravvivere. Ciò che ogni creatura che cammina, nuota o striscia su questo pianeta ha dovuto imparare per milioni di anni, ossia capire l’ambiente circostante  per soddisfare i propri bisogni vitali, non è più necessario da imparare per l’umano che è parte, nolente o volente, dell’ attuale sistema economico. Se qualsiasi animale deve imparare a riconoscere una situazione di pericolo, capire dove crescono i frutti più buoni e quali di essi sono velenosi, come cacciare e come farsi una tana per allevare i piccoli, l’umano dotato di soldi non ha bisogno di capire tutto questo. Deve solo assicurarsi un flusso costante di soldi sul suo conto bancario. Ció che ci connette alla Vita é una carta di credito.

I soldi non possono dare sicurezza, perché la sicurezza – per il significato che questa parola ha per esseri che sono comunque mortali, quindi di costituzione insicuri nella loro esistenza –  può essere data solo da una comprensione dell’ambiente circostante e delle dinamiche tramite cui è possibile soddisfare bisogni necessari in modo autonomo. Si prenda ad esempio la sicurezza alimentare, primo bisogno vitale di ogni creatura. Se si vuole mangiare una mela, bisogna capire come si origina la mela. La mela non viene da un supermercato tramite 60 centesimi di euro, ma da un albero, il quale a sua volta viene dalla terra, la quale l’ha potuto generare l’albero grazie all’acqua che piove dal cielo e grazie al contributo di mille altri fattori. Nella lunga lista dei fattori che permettano la crescita della mela, non vi è il denaro.

Sorprendentemente, la mela cresce gratis.

Ancora più sorprendentemente, la mela diventa matura e pronta per il consumo non per chi ha più soldi da offrire, ma per chi ha fame.  E per chi sa amare la Terra che ha generato la mela, l’albero e il resto degli esseri viventi, se stessi inclusi.

Se si stabilisce un profondo e amorevole legame di comprensione con la Terra, con l’Acqua e con gli altri elementi della Natura, allora si può  avere una certa sicurezza alimentare. Questa amorevole comprensione della Natura non ci può mai essere portata via e dipende solo da noi stessi. Essendo tale, essa ci rende liberi. Al contrario, si fa affidamento esclusivamente sui soldi per poter mangiare, non si ha né libertà né sicurezza: non saremo liberi, perché saremmo costretti a lavorare come giraffe nei circhi per ottenere la nostra razione di cibo; non avremmo la sicurezza, perché quando non avremmo più soldi, o quando i soldi che abbiamo perderanno valore, non potremo più mangiare.  Quindi non possono donare sicurezza.

Paradossalmente, lungi dal garantire sicurezza,  i soldi, insieme al mercato che sottendono,  sono causa di insicurezza. Le dinamiche che sono alla base dell’economia di mercato agiscono in una direzione ostinatamente contraria rispetto a quella necessaria da intraprendere per ottenere la sicurezza materiale. Se contrariamente all’ educazione che abbiamo ricevuto, connettiamo la causa con l’effetto, ci renderemo conto che  il soddisfacimento alimentare tramite soldi significa supportare la distruzione della Natura, ad esempio supportando l’agricoltura intensiva che genera la mela che si trova al supermercato. L’agricoltura intensiva, come ogni attività umana finalizzata al profitto, ha lo scopo di ottimizzare lo sfruttamento di un territorio per generare profitto. Naturalmente, ció ne causa la distruzione. Ma questa distruzione, non solo non è un considerata un male serio , ma nell’attuale sistema economico basato sulla crescita, essa puó essere addirittura un bene. Infatti  maggiore  la distruzione, minore è la quantitá di mele sul mercato e maggiore la gente che desidera mele. Quindi vendere mele diventa una attività più redditizia e ogni mela ha un contributo maggiore alla crescita economica.

Lo stesso meccanismo puó essere meglio osservato con un altro bene necessario: l’acqua, che è forse l’elemento della terra piú maltrattato ed anche alla vera base dei bisogni alimentari. L’acqua, da elemento da cui ha origine la vita, è diventato  paradossalmente la tomba  in cui finisce ogni prodotto  privo di “vita monetaria”. Tutti i rifiuti e tutti gli scarti finiscono nell’acqua e la scarsità dell’acqua potabile è una naturale conseguenza di ció. Una tale carenza potrá essere un problema  per chi muore di sete, ma dal punto di vista della crescita, la carenza indotta di acqua potabile ha aperto nuovi orizzonti speculativi. Se dal principio dell’ universo, ogni essere ha potuto bere gratis, oggi, a causa della distruzione apportata dall’umano, in sempre più zone del mondo l’acqua potabile è diventata un bene ottenibile esclusivamente tramite denaro. Se la Natura non fosse stata distrutta e le riserve di acqua contaminate dalle attività umane, diverse aziende ( per lo piu francesi) non avrebbero potuto cavare un cent.

Quindi assicurarsi oggi la propria sicurezza alimentare tramite i soldi, significa contribuire attivamente alla propria insicurezza alimentare di domani.

I soldi possono dare la sicurezza di avere un tetto, ma solo con costi umani improponibili. Mentre ogni animale riesce a costruirsi una tana in qualche giorno, l’essere umano ha bisogno di lavorare per oltre metá della sua esistenza per assicurarsi un tetto. Ciò che è stato ed deve essere una cosa possibile per tutti, oggi avere un tetto è appannaggio di ricchi o ricompensa di chi si rende schiavo a vita del debito. Ció non è accettabile.

Libertá e sicurezza possono solo venire solo dall’ abilitá di produrre cibo, costruirsi una casa e soddisfare gli altri bisogni necessari in modo autonomo.

Conquistarsi l’indipendenza dalla moneta non significa non usare piú la moneta, ma non usarla per la soddisfazione dei propri bisogni vitali, o almeno non esserne costretti.